Abusi per la mega villa. Comune rinuncia a costituirsi parte civile per via Tratturo
· di Andrea

Il Comune di Sulmona ha deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento penale relativo agli abusi edilizi nella villa di via Tratturo. La giunta comunale, guidata dal sindaco Luca Tirabassi, ha affidato all’avvocata Marina Fracassi l’incarico di diffidare i cinque imputati e di sospendere i termini di prescrizione, mantenendo così aperta la possibilità di un’azione risarcitoria in futuro. Tuttavia, sul fronte penale, l’amministrazione ha scelto di non chiedere danni, una decisione condivisa da sindaco e assessori.
La scelta è stata motivata anche dalla recente modifica del capo d’imputazione, notificata al Comune. Pur essendo ancora teoricamente possibile costituirsi, si è ritenuto opportuno mantenere questa posizione, anche perché, secondo il primo cittadino Tirabassi, gli abusi contestati deriverebbero da un permesso a costruire rilasciato dagli uffici comunali stessi. Durante le indagini, infatti, la Procura ha evidenziato l’esistenza di un piano di recupero urbano approvato ai sensi di una normativa speciale valida per dieci anni, elemento che potrebbe escludere l’accusa di lottizzazione abusiva. Restano tuttavia aperte le accuse per abuso edilizio, dovute a gravi carenze urbanistiche nella concessione del permesso a costruire, che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio.
Sarà la giudice dell’udienza preliminare Maria Sole Aiudi a pronunciarsi ufficialmente sul caso il 22 ottobre prossimo, data in cui verrà formalmente modificato il capo d’imputazione. I cinque imputati sono contestati di aver realizzato opere che trasformano urbanisticamente ed ediliziamente l’area in violazione degli strumenti urbanistici vigenti e senza l’autorizzazione sostanziale necessaria. Secondo l’accusa, l’intervento non sarebbe riconducibile al semplice recupero di fabbricati preesistenti, dal momento che gli immobili ristrutturati avrebbero perso le caratteristiche funzionali e identitarie originarie.
Al centro della vicenda c’è una baracca che era stata sanata, ampliata grazie alla legge regionale n. 43 e successivamente demolita e ricostruita usufruendo del Superbonus 110%.
L’opera è stata realizzata in un’area destinata dal Piano regolatore generale a parco urbano, dove la normativa vigente non consente edificazioni. A far partire l’inchiesta è stato un esposto presentato da alcuni comitati cittadini, che hanno segnalato le presunte irregolarità alla Procura.
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