Agende chiuse: ispezione nella sede del Cup. In 1200 rifiutano visite più brevi
· di Andrea

la casa di comunità di Sulmona, dove si trova il centro unico di prenotazione (Cup), a seguito della segnalazione fatta dal tribunale per i diritti del Malato. La coordinatrice Catia Puglielli aveva denunciato un blocco dei calendari per le visite chirurgiche, accendendo i riflettori su possibili disservizi.
Il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, ha prontamente incaricato il direttore del Cup di recarsi sul posto per verificare quanto segnalato. Dalle prime indagini è emerso che le agende non risultano bloccate; il problema potrebbe invece derivare da un errore di comunicazione interna. «Ho chiesto una visita ispettiva affinché ci sia una maggiore formazione da parte del personale del Cup, che rappresenta il primo front office», ha spiegato Costanzi, precisando di aver effettuato tutte le verifiche necessarie.
Si tratta infatti di liste aziendali senza alcun blocco registrato. Tuttavia, può succedere che la prima data disponibile per una visita non sia presso la struttura di Sulmona, ma in un altro presidio dell’azienda sanitaria. Per agevolare gli utenti, l’Asl mantiene attivo un servizio di recall, con operatori che ricontattano i pazienti per offrire alternative e anticipi sulle prenotazioni.
Un dato importante evidenziato dal direttore è che, nel solo mese di luglio, su 2600 utenti ricontattati per lo scorrimento delle liste d’attesa, ben 1200 hanno rifiutato l’anticipo degli appuntamenti, spesso proposti nei fine settimana o in strutture diverse da quelle richieste. Questa tendenza, secondo Costanzi, non può proseguire, poiché rallenta il miglioramento del servizio.
Per far fronte al problema delle liste d’attesa, l’azienda sanitaria ha già aumentato il numero di prestazioni, incluso il lavoro nel fine settimana nonostante i costi maggiori. L’obiettivo è garantire tempi più rapidi e un’assistenza efficiente a tutti gli utenti della provincia.
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