Cogesa chiude venti contenziosi. Ma scoppia la crisi di liquidità
· di Andrea

Venti contenziosi chiusi per un risparmio complessivo di quasi un milione di euro. A presentare il conto ai Comuni soci è stato l'amministratore unico di Cogesa Nicola Sposetti nel corso dell'ultima riunione del controllo analogo. Sono 54 i contenziosi aperti per le mansioni superiori. Di questi venti sono stati chiusi con accordi conciliativi per evitare la "caporetto" del Cogesa come aveva detto a chiare lettere Sposetti. Un'operazione che ha permesso di raggiungere accordi con dipendenti che recriminavano scalate professionali. Sul posto ha sicuramente ha influito la recente inchiesta della procura della Repubblica di Sulmona sulle omissioni di atti d'ufficio, ossia sulle mancate costituzioni in giudizio del Cogesa per le mansioni superiori. Presunte omissioni che danno riferimento al periodo 2018-2023. L'amministratore unico ha inoltre informato i soci che sono stati rendicontati ben quattro milioni di euro di debiti pregressi inseriti nel piano di risanamento. Tripli salti mortali per dirla con le parole di Sposetti.
Tuttavia Cogesa è in gravi difficoltà di liquidità: i bilanci 2025-2026 non sono ancora disponibili e il recupero crediti è crollato drasticamente, scendendo da 4,4 milioni nel 2023 a soli 65 mila euro nel 2026. A causa dei ritardi dei Comuni debitori e di contenziosi legali, il piano di risanamento rischia di fallire, rendendo necessaria una sua revisione che il tribunale potrebbe rigettare, con il rischio concreto di riaprire il procedimento di fallimento. La situazione economica è critica anche per la mancanza di fondi (2 milioni su 3,5 necessari) per l'upgrade dell'impianto verso la produzione di CSS, vitale per ridurre i conferimenti in discarica e allungarne la vita operativa.
Commenti
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!













