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Di Nino Trasporti, il Tribunale dà tempo al risanamento: 120 giorni per salvare azienda e posti di lavoro

· di Andrea
Di Nino Trasporti, il Tribunale dà tempo al risanamento: 120 giorni per salvare azienda e posti di lavoro
Centoventi giorni eventualmente prorogabibili per lavorare al risanamento, proteggere l'attività dai creditori e provare a garantire un futuro a una delle realtà imprenditoriali più importanti del territorio. È questo l'orizzonte che si apre per la Di Nino Trasporti, azienda storica di Pratola Peligna con circa 80 dipendenti, oltre 150 mezzi e un volume d'affari indicato tra i 12 e i 13 milioni di euro. Il Tribunale di Sulmona, con un'ordinanza del 28 settembre, ha confermato le misure protettive richieste dalla società nell'ambito della composizione negoziata della crisi d'impresa. La protezione decorre dal 18 agosto e avrà una durata complessiva di 120 giorni. Una decisione che consente all'azienda di guadagnare tempo e di affrontare con maggiore margine una fase finanziaria complessa, mantenendo nel frattempo l'attività operativa. Una partita che interessa direttamente anche il territorio. Perché dietro i numeri dell'azienda ci sono circa 80 lavoratori, un importante parco mezzi e un'attività che da anni rappresenta una presenza significativa nel tessuto economico della Valle Peligna. Sul tavolo resta anche la delicata vicenda societaria nata dopo la morte di Piero Di Nino, padre del sindaco di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, e di Antonio. A guidare la società è oggi Stefano Di Nino, impegnato a garantire la continuità dell'attività e, allo stesso tempo, a mettere in campo una strategia per affrontare le difficoltà economiche. Al suo fianco sono scesi in campo diversi professionisti. La società è assistita dall'avvocato Sergio Della Rocca. Nonostante le difficoltà finanziarie, la Di Nino Trasporti continua a operare. Le commesse proseguono e l'attività non si è fermata. È proprio sulla continuità aziendale che si gioca una parte importante della partita. Le informazioni raccolte descrivono una situazione finanziaria complessa, segnata anche da difficoltà nei rapporti bancari e da iniziative finalizzate al recupero dei crediti. Nel comunicato diffuso dalla società viene sottolineato inoltre come l'esperto indipendente abbia valutato positivamente la possibilità di proseguire il percorso, anche considerando ricavi sostanzialmente stabili e un patrimonio di rilievo. Ora il lavoro entra nella fase decisiva: riorganizzare l'impresa, mettere in sicurezza i conti e trovare un punto di equilibrio con i creditori. La vicenda della Di Nino Trasporti va oltre i confini della singola azienda. In gioco ci sono decine di posti di lavoro, un'attività con un importante indotto e un patrimonio imprenditoriale costruito nel corso di decenni. I prossimi mesi saranno quindi decisivi. I 120 giorni concessi dalle misure protettive rappresentano uno spazio temporale nel quale provare a trasformare le difficoltà attuali in un progetto concreto di continuità.
Per Pratola Peligna, e più in generale per la Valle Peligna, l'obiettivo è evitare che una delle realtà produttive più conosciute del territorio perda la propria capacità di stare sul mercato e garantire occupazione.

Commenti (1)

  • Luciana Diletto

    Possibile nessuno dica niente? L’articolo deve essere rivisto e forse potenziato in alcuni aspetti. I 120 giorni era il massimo concedibile e tanto è stato accordato all Di Nino Trasporti, quindi il giudice ha creduto nel parere positivo dell’esperto e nel piano di risanamento. Inoltre 120 giorni non è un count down come si cerca di far credeee. non si esclude che estensione possa essere concesse, come spessissimo accade, se propedeutica al risanamento, con l’avanzare del piano di rilancio. Il piano nelle sue linee essenziali esiste perché è parte integrante dell’istanza di composizione. L’articolo manca di porre domande salienti, seppur semplici che ne rafforzerebbero la ricerca di verità: chi e come ha determinato la necessità di ingresso in composizione della Di Nino trasporti? Chi ha fornito collaborazione per tenere sotto traccia importanti fatti aziendali emersi solo dopo la morte del Socio Piero con la presa in carico della società da parte di Stefano Di Nino? Dove sono le responsabilità? Come mai il caro zio non ha potuto esprimere gradimento per ingresso in società ad Antonio Di nino, fratello della sindaca Antonella?

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