Esplosivo nell'auto a loro insaputa. Chiesto il processo per la banda della marmotta
· di Andrea

La procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il rinvio a giudizio per due giovani pugliesi di 20 e 21 anni che erano stati fermati lo scorso febbraio dagli agenti della polizia stradale di Sulmona nei pressi del casello autostradale Pratola Peligna -Sulmona con un ingente quantitativo di esplosivo in auto. I due, appartenenti alla cosiddetta banda della marmotta, rischiano di finire sotto processo per detenzione di materiale esplodente. Gli agenti della polizia stradale, nel corso dei controlli del territorio, avevano fermato la vettura intestata a uno dei due e scoperto l'esplosivo nell'auto. Per i due era scattato l'arresto in flagranza di reato. Gli agenti avevano così evitato ulteriori azioni delittuose.
Quello dell’assalto con la marmotta è un “modus operandi” che sembrerebbe da qualche anno far registrare un aumento preoccupante di casi, utilizzato per scardinare gli sportelli automatici degli istituti bancari e prelevare così il denaro. Il metodo d’azione della cosiddetta “marmotta” prevede che venga infilato nel bancomat un contenitore con dentro dell’esplosivo nella cui estremità opposta è presente la miccia, azionata dopo inserito il manufatto all’interno dello sportello (a volte anche nella fenditura di emissione del contante, oppure in una fessura creata utilizzando appositi strumenti). I ladri fanno così saltare tutto l’apparato, arrecando danni non solo al bancomat, ma anche ai locali retrostanti e a volte anche agli esercizi commerciali delle vicinanze
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