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Fulmine innesca incendio, Morrone osservato speciale. Scatta il presidio

· di Andrea
Fulmine innesca incendio, Morrone osservato speciale. Scatta il presidio
SULMONA, 04 Agosto - È bastato un fulmine a far riaffiorare la paura. Nel pomeriggio un principio d’incendio si è sviluppato sul Monte Morrone, la montagna cara a Celestino V, dopo che una scarica elettrica ha colpito la vegetazione durante il violento temporale che ha interessato la Valle Peligna. Le fiamme si sono sviluppate tra Villaneto e la chiesa di San Pietro. L’allarme è scattatoimmediatamente e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Sulmona, affiancati dai carabinieri forestali, la polizia provinciale e la polizia locale impegnati nelle operazioni di monitoraggio e nella valutazione delle modalità di intervento per impedire che il rogo potesse estendersi favorito dal vento e dalla vegetazione secca. Per bloccare l'avanzata delle fiamme in un'area caratterizzata da fitta vegetazione è arrivato un supporto un elicottero della protezione civile che ha effettuato una decina di sganci d'acqua. Un sopralluogo è stato effettuato dal vice sindaco Mauro Tirabassi mentre la protezione civile di Sulmona, che è intervenuta a supporto con le squadre di terra, ha garantito la propria disponibilitá per il presidio notturno L’episodio, seppur di origine naturale, ha inevitabilmente riportato alla mente una delle pagine più drammatiche della storia recente del territorio. Il Monte Morrone porta ancora le cicatrici dei devastanti incendi che negli ultimi anni hanno sconvolto il suo patrimonio ambientale. Il ricordo corre soprattutto all’estate del 2017, quando un vastissimo incendio di origine dolosa divorò per giorni migliaia di ettari di bosco e macchia mediterranea, arrivando a lambire l’Eremo di Sant’Onofrio e mettendo in ginocchio uno dei polmoni verdi più importanti dell’Abruzzo. Per spegnere quel rogo fu necessario l’impiego di Canadair, elicotteri, decine di squadre a terra e uomini della Protezione civile provenienti da tutta la regione. Un nuovo duro colpo arrivò poi nell’estate del 2023, quando le fiamme tornarono a interessare il massiccio, distruggendo centinaia di ettari di vegetazione e alimentando nuovamente l’allarme per la salvaguardia di un’area di straordinario valore naturalistico e storico. Per questo motivo il principio d’incendio sviluppatosi ha immediatamente fatto scattare la massima attenzione. Fortunatamente, almeno dalle prime informazioni, il rogo appare circoscritto e causato da un evento naturale, ma resta alta la vigilanza affinché le fiamme non possano propagarsi.
Il Monte Morrone rappresenta non solo un patrimonio ambientale di inestimabile valore, ma anche un luogo simbolo della spiritualità abruzzese, legato alla figura di Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V. Ogni incendio che lo colpisce riapre una ferita ancora viva nella memoria della comunità, che non ha dimenticato le immagini delle montagne avvolte dal fumo e dei boschi ridotti in cenere.

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