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Marelli Sulmona, si cambia. Cassa integrazione ordinaria per 443 dipendenti

· di Andrea
Marelli Sulmona, si cambia. Cassa integrazione ordinaria per 443 dipendenti
Dal contratto di solidarietà alla cassa integrazione almeno fino al prossimo 10 ottobre. L'accordo per i 443 dipendenti della Marelli di Sulmona è arrivato questa mattina nel corso del vertice tra l'azienda e le rappresentanze sindacali. Dal 2 agosto cessa il contratto di solidarietà che è stato attivato nel 2024 e ha comportato per un anno la riduzione lavorativa del 45 per cento e per un'altra annualità la riduzione del 55 per cento con il mantenimento del bagaglio contributivo. Ora per tre mesi l'azienda ha deciso di attivare la cassa integrazione ordinaria. Soluzione condivisa con le organizzazioni sindacali che sperano di poter ottenere una nuova proroga a ottobre. Nei confronti avuti nei mesi scorsi con i sindacati, i vertici aziendali hanno escluso piani di smantellamento o di ridimensionamento della sede di Sulmona, pur prospettando un ulteriore calo dei volumi produttivi anche per il 2026. Uno scenario che si riflette sui numeri dell’organico. I potenziali esuberi potrebbero infatti salire dagli attuali 158 a 163, a fronte di un organico complessivo di 443 dipendenti. È proprio questa eccedenza di personale a rendere necessario il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Restano aperti anche i nodi legati agli investimenti. Per gli impianti, ormai datati, l’azienda aveva annunciato il ricorso a una società esterna incaricata del controllo qualitativo dei componenti prima della consegna ai clienti. Parallelamente, per l’impianto di verniciatura di Sulmona era stata comunicata la volontà di metterlo a disposizione di nuovi committenti nel tentativo di ampliare le opportunità produttive. La vicenda Marelli continua così a rappresentare uno dei dossier più delicati della crisi industriale della Valle Peligna, insieme a quelli delle altre aziende in difficoltà. Una vertenza che, all’inizio dell’anno, aveva portato in piazza circa 700 persone per chiedere risposte concrete sul futuro dell’occupazione nel territorio.

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