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Morrone in fiamme, la procura apre inchiesta per Roccacasale. In fumo 50 ettari

· di Andrea
Morrone in fiamme, la procura apre inchiesta per Roccacasale. In fumo 50 ettari
Continua a bruciare il monte Morrone, la sacra montagna di Celestino V sul versante di Roccacasale tra il casolare Santacroce e il Beato Mariano. Ieri le fiamme hanno ripreso vigore tenendo in apprensione l'intera vallata e mettendo in allerta soprattutto la protezione civile che ha tenuto il presidio per tutta la notte. L'origine dell'incendio rimane incerta. Nelle ultime ore non si sono registrati eventi naturali come fulmini o temporali. Per cui rimane difficile pensare a un innesco accidentale. Per questi motivi la procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo d'inchiesta contro ignoti. L'ipotesi di reato è incendio doloso. Gli accertamenti dell'autorità giudiziaria, affidati alla polizia giudiziaria e ai carabinieri forestali di Popoli Terme competenti territorialmente, sono mirati ad accertare se dietro le fiamme possa esserci la mano dell'uomo come è avvenuto sul Morrone già nel 2017 e nel 2023 quando gli interessi criminali avevano portato alla distribuzione di centinaia di ettari di bosco. La situazione questa volta appare sotto controllo nella gestione dell'emergenza. Da questa mattina stanno operando due elicotteri appartenenti alla flotta della protezione civile regionale e due Canadair. Mezzi che servono ad agire soprattutto nel sottobosco. Ieri le operazioni sono state condotte con l'ausilio di tre elicotteri regionali e un Canadair. Non mancano i supporti come non mancano le squadre da terra. Venti uomini stanno operando tra protezione civile di Sulmona e vigili del fuoco che hanno allestito la centrale operativa nella masseria Santacroce, coordinandosi con il Direttore delle Operazioni di Spegnimento (Dos). Sedici gli sganci d'acqua annotati solo ieri sul registro della protezione civile a cui vanno aggiunti altri dieci nella mattinata di oggi. Almeno cinquanta gli ettari in fumo. "Vogliamo assolutamente evitare un Morrone bis. Per questo abbiamo raddoppiato tutti i supporti"- afferma Maurizio Scelli, direttore dell'agenzia regionale di protezione civile. "Siamo intervenuti sin da subito in maniera imponente. Ciò non toglie l'allerta ma sicuramente l'allarme perché è percepire la presenza dello Stato"- aggiunte Scelli che nelle prossime ore si recherà sul posto per effettuare un sopralluogo. La speranza è di chiudere definitivamente il fronte incendiario che continua a tenere la popolazione intera con il fiato sospeso. Le fiamme restano distanti dal centro abitato della cittadina peligna ma molto vicine al bosco e a una storica faggeta che resta osservata speciale.

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