Pesta di botte la compagna: "devo curare mia madre". Concessi domiciliari con braccialetto per 47enne
· di Andrea

La misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico è da ritenersi congrua rispetto al castello delle accuse. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona Irene Giamminonni che ha concesso gli arresti domiciliari al 47enne di Sulmona sotto accusa per maltrattamenti in famiglia nei confronti della sua compagna di 49 anni. Il gip, all'esito dell'interrogatorio di garanzia, ha sostituito la misura cautelare: dalla custodia in carcere ai domiciliari con braccialetto. Non cambia il tenore dell'accusa. Secondo la Giamminonni permane un assetto non paritario e un quadro grave a causa della violenza abituale posta in essere negli ultimi tempi dal 47enne.
L'uomo lo scorso 7 giugno aveva pestato di botte la compagna mentre era in stato di alterazione. Solo l'intervento dei vicini di casa aveva evitato il peggio. Lo scorso 14 luglio era rientrato nella sua abitazione dove vive la sua ex e aveva preteso da lei un rapporto sessuale. "Sono solo litigi. È lei che esagera e assume continuamente sostanze. Non posso rimanere in carcere perché devo accudire mia madre"- ha detto il 47enne nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Il gip ha concesso i domiciliari che saranno applicati tuttavia solo nel momento in cui arriverà il dispositivo elettronico. L'uomo è stato difeso dall'avvocato Alberto Paolini
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