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Rifiuti, affare da 120 milioni. Oggi la resa dei conti nel centrodestra

· di Andrea
Rifiuti, affare da 120 milioni. Oggi la resa dei conti nel centrodestra
Oggi è il giorno della verità per la riforma dei rifiuti in Abruzzo. Il Consiglio regionale arriva al voto dopo giorni di tensioni, emendamenti contrapposti e una maggioranza che sul riassetto della gestione dei rifiuti si presenta divisa. In gioco c’è un sistema che vale circa 120 milioni di euro considerando le principali città abruzzesi, ma soprattutto il futuro dell’organizzazione del servizio nei territori. La proposta di legge firmata da Nicola Campitelli punta a superare l’attuale frammentazione attraverso un unico sub-ambito per provincia. Un progetto che ha però incontrato forti resistenze, soprattutto nella provincia dell’Aquila. È qui che si è aperta la principale frattura politica. Da una parte l’impostazione sostenuta dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e, secondo quanto riportato, dal presidente della Regione Marco Marsilio. Dall’altra il fronte guidato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia, che chiede di mantenere distinti i sub-ambiti della Marsica e della Valle Peligna. Il punto è delicato perché l’Aquilano presenta oggi realtà profondamente differenti: Asm all’Aquila, Aciam e Segen nella Marsica, Cogesa in Valle Peligna. Società diverse, modelli organizzativi diversi e soprattutto costi differenti per i cittadini. Nel 2025, secondo i dati riportati, la Tari pro capite è stata di circa 167,5 euro ad Avezzano, 236 euro a Sulmona e 224 euro all’Aquila. È proprio questo uno degli argomenti utilizzati dai sostenitori dei sub-ambiti: l'accorpamento, secondo i contrari alla riforma così come impostata, potrebbe determinare un riallineamento dei costi e quindi un aumento della Tari in alcuni territori. Il fronte dei dissidenti della maggioranza è ampio. All’emendamento di Verrecchia hanno aderito esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e della lista Marsilio Presidente. Un fronte trasversale all’interno del centrodestra che rende il voto particolarmente significativo. La tensione è già arrivata in commissione Bilancio, dove la scorsa settimana è mancato il numero legale proprio durante una seduta nella quale si sarebbe dovuto affrontare, tra gli altri temi, quello della gestione dei rifiuti. Un episodio che ha reso evidente quanto la questione sia diventata anche una partita sugli equilibri politici della maggioranza. Ora tutto si sposta in aula. Il voto sull’emendamento potrebbe chiarire quale direzione prenderà la riforma, ma anche misurare la tenuta della coalizione che governa la Regione. E sullo sfondo resta un'altra questione politicamente sensibile: la Nuova Pescara, sulla quale sono già emerse posizioni differenti all'interno della maggioranza. La giornata, dunque, non sarà soltanto un passaggio legislativo. Sarà anche un test politico per il centrodestra abruzzese. Rifiuti, società di gestione, Tari e assetti territoriali: oggi il Consiglio regionale è chiamato a decidere. E il voto potrebbe lasciare tracce ben oltre la riforma.

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